Classi energetiche edifici produttivi: solo EP riscaldamento

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Classi energetiche edifici produttivi: solo EP riscaldamento. Il GSE ha contestato, in più di un’istanza, la classe energetica attestata relativamente agli edifici non residenziali. Una conseguenza possibile è costituita dal coinvolgimento dei certificatori in richieste di risarcimento a opera dei committenti, soggetti alla negazione degli incentivi. Ma quali sono i riferimenti normativi oggetto di potenziali violazioni?

In base alle documentazioni presentate in recenti contestazioni, il GSE, in merito a edifici non residenziali, sostiene di non dover applicare i punti c) e d) del suo regolamento applicativo relativamente all’articolo 4.7. In modo particolare è fatto esplicito riferimento all’uso l’uso tabella 3 dell’Allegato 4 al DM 26 giugno 2009. Ciò significa che la classificazione energetica finale degli edifici non residenziali non deve essere computata a livello globale, ma esclusivamente sul riscaldamento, senza quindi valutare l’acqua calda sanitaria.

In base ai documenti inerenti ai contenziosi in atto, l’acqua sanitaria sarebbe un contributo alla prestazione energetica complessiva solo per gli edifici riportati nella norma UNI/TS 11300 — 2. Relativamente a questo aspetto normativo, nel prospetto 13 è indicata una “tabella dalla quale emerge che solo per edifici in cui sono svolte le attività in essa elencate è possibile quantificare un fabbisogno di produzione di acqua calda sanitaria [sebbene non si sappia come calcolarlo n.d.a.]. Si tratta di edifici destinati alla ricezione di persone e clienti (hotel, scuole, ospedali…) In tutti gli altri casi tale valore, anche se è diverso da zero, risulta essere trascurabile per lo stesso Legislatore”.